No. 207

Titolo originale: Demystifying Design

Pubblicato in: Graphic Design

Scritto da Jeff Gothelf

I designer sono degli artigiani che producono le soluzioni ai problemi che affliggono i consumatori, i clienti e, a volte, la società nel suo insieme. Il marchio di fabbrica dei designer sono gli strumenti speciali ed il loro gergo (leading? Kerning? Carico cognitivo?), che vengono spesso compresi solo dagli altri professionisti. Come noi in realtà creiamo i design ed arriviamo a soluzioni percorribili rimane un mistero per la maggior parte delle persone. Alcuni ritengono che questa aura di mistero ci aiuti nel mantenere quella percezione di grande valore del design all'interno delle nostre aziende. Tuttavia, nel mondo d'oggi, che brama sempre più e sempre migliori design, questo mistero sta in effetti frenando la nostra professione.

Il mistero conferisce potere

Il mistero è potente: alimenta l'ego e crea una percezione di controllo sullo stato finale del prodotto. Il mistero innalza delle invisibili barriere tra i designer ed il team che solo le persone esperte di “Design” possono attraversare. I non-designer spesso sentono di non essere qualificati per entrare nel nostro mondo e molti non tenteranno nemmeno di partecipare al processo di design. Il mistero rende i designer degli eroi! La descrizione di un problema entra da una parte del processo e un problema risolto ne esce dall'altra, brillante e bellissimo.

Condividere i segreti

Come designer, dobbiamo demistificare il nostro lavoro. Dobbiamo rendere accessibili i nostri strumenti, il nostro gergo più convenzionale ed i nostri processi trasparenti per i nostri team. Dobbiamo istruire i nostri colleghi e farli sentire i benvenuti nel nostro mondo. Dobbiamo diventare trasparenti perché la trasparenza creerà fiducia durante tutto il processo e corroderà la dilagante attitudine al “noi e loro”, aumentando drammaticamente il valore che portiamo ai nostri consumatori e clienti.

Inevitabilmente, i designer oppongono resistenza a tale movimento. Il primo contro-argomento è che i non-designer semplicemente non capiranno tutto quello che entra in gioco per elaborare una soluzione. Concetti come il white space, la gerarchia delle informazioni e la teoria dei colori (giusto per citarne tre) non possono essere spiegati esaustivamente durante una riunione per la revisione di un design. Altri diranno che sminuisce il valore unico che un designer porta al progetto. Se tutti possono esprimere la propria opinione su come dovrebbe realizzare una soluzione, allora, in sostanza, tutti sono designer, no? Il designer non è più un eroe. Rivelando inevitabilmente che a volte i designer fanno affidamento solo sul proprio istinto ridurrà ulteriormente il valore percepito. Nessun calcolo di una qualche complessa teoria del design abbinata ad alcuna verità lapalissiana della psicologia comportamentale ha portato al prodotto finale: semplicemente, sembrava giusto così.

La demistificazione è potente

Dobbiamo lavorare di più ed in maniera più collaborativa con i nostri compagni di team, colleghi e clienti. I team collaborativi ottengono fiducia. La fiducia deriva dalla trasparenza tra i ruoli. In qualità di designer, dobbiamo portare questa trasparenza nei nostri processi. Il primo passo consiste nel condividere il modo in cui lavoriamo ed invitare gli altri a partecipare. Un collega che magari originariamente pensava che i designer semplicemente “rendessero le cose carine” comincerà a realizzare quanto rigore e quanta esperienza entri in ciascuna decisione riguardante il design. Quando tutto il team comprenderà le sfide che ci vengono poste dal bilanciare il brand, il business e i bisogni del consumatore in un'unica soluzione, si rivelerà la vera complessità del design: non solo il valore del design sarà evidente, ma le capacità e l'esperienza del designer diverranno evidenti.

Svelare il nostro processo creativo, con i suoi sviluppi, le sue svolte e le sue sfide, ed invitare gli altri ad entrare del nostro mondo, darà il via all'abbattimento delle barriere. Gli input che vengono forniti dai non-designer durante la fase di design si paleserà alla fine nel lavoro, o perlomeno avranno la sensazione che li avrete ascoltati. Il sentimento di appartenenza del progetto aumenterà, creando un team che si sentirà maggiormente investito dal successo del lavoro, il quale si tradurrà poi in una maggiore qualità del prodotto. Vediamo alcuni punti che potreste mettere in atto.

Da dove cominciare

  1. Disegnare insieme

    Invitate i vostri compagni di team e colleghi ad unirsi a voi durante il processo di ideazione: fate delle bozze insieme. E' un modo molto potente per dare il via al processo di demistificazione. Mostrate ai vostri compagni di team che fare schizzi è qualcosa che tutti fanno. Spianate il campo di gioco: rivelate i segreti delle vostre tecniche di sketching. Un potente elemento che funziona bene quando si fanno schizzi in maniera collaborativa è che le UI possono essere disegnate utilizzando le forme geometriche di base. Se i vostri compagni di squadra sanno disegnare cerchi, quadrati e triangoli, possono fare bozze di quasi tutte le interfacce utente. Svelando questi “segreti del mestiere” darete ai non-designer il potere di partecipare al design.

  2. Mostrate le bozze (frequentemente)

    Il ritmo a cui abbiamo abituato i nostri colleghi ad aspettarsi di vedere il nostro elaborato è una delle maggiori cause dei problemi di fiducia che affrontiamo come designer. Per combatterla, mostrate il lavoro non finito al vostro team. Non appena vi sarete fatti un'idea coesa attorno al layout o al workflow, prendetene nota e fatela girare. Mostrate ai vostri colleghi come lavorate. Queste primitive idee rivelano la portata delle sfide che i designer stanno affrontando e contribuiranno a formare la soluzione definitiva. Tuttavia il vero potere, almeno internamente, è quello di dimostrare il progresso per mantenere lo slancio del progetto. Invece di aspettare una settimana per una prima bozza, mostrate qualcosa entro le prime quattro ore. La natura grezza del lavoro rende il design malleabile e modificabile da tutti e il fatto che voi, il designer avete passato così poco tempo a crearlo, riduce la vostra resistenza a modificarlo o addirittura a ripensare completamente la UI. Le modifiche al design, gli input e le critiche generali che avrebbero creato una stanza piena di tensione, adesso sono viste come opportunità per prendere in considerazione una direzione molto più rapida per far evolvere il progetto.

  3. Insegnate la disciplina

    Ci saranno delle opportunità per istruire il vostro team nel contesto del lavoro che create e delle istruzioni di revisione del design che utilizzate. Man mano che si presentano delle comuni tattiche di design durante la lavorazione, prendetevi una pausa per spiegare perché avete scelto quella tattica e come ne beneficerà il prodotto. Radunate le persone alla vostra scrivania e mostrate loro le ultime modifiche apportate al lavoro. Coinvolgeteli in conversazioni riguardanti il modo in cui ritenete di aver risolto uno dei problemi. Inoltre, questa è un'ottima opportunità per tradurre il gergo del design. Se userete parole come “leading” e “kerning” prendetevi almeno qualche minuto per dare ai vostri colleghi una definizione di questi termini. Cominciate a creare un linguaggio comune.

  4. Siate trasparenti

    Non importa a quale attività di design stiate attualmente partecipando, condividetela con il vostro team e con l'azienda. Mostrate esattamente alle persone che cosa sta facendo il team di design, perché lo sta facendo e condividete i risultati di queste attività. Create una newsletter interna, un wiki o una semplice e-mail per informare i capi e gli stakeholder su quello che è stato fatto la settimana precedente dal team di UX, quello che sta facendo questa settimana e quello che ha pianificato di fare la settimana prossima. Avete fatto delle ricerche? Pubblicate i risultati e le decisioni di design che sono derivate da questi risultati. Questa semplice comunicazione fa sì che il vostro team sia sempre in una posizione prominente all'interno dell'organizzazione e aiuta a rimuovere qualunque ambiguità riguardo a cosa stanno facendo “quei designer”.

  5. Prendetevi il merito delle decisioni vincenti

    E' stato centrato l'obiettivo di una metrica di conversione? Una nuova feature ha portato il miglioramento che stavate cercando? Rivendicate tale vittoria per il team di design. Queste idee potrebbero apparire antitetiche rispetto ai mantra del team che sono stati esposti in questo articolo, ma, se fatti con un certo decoro, questi annunci cominceranno a solidificare il potere del design all'interno dell'organizzazione. Il processo di demistificazione dovrebbe non solo mostrare quello che fanno i designer, ma anche provare il potere di queste pratiche attraverso dei successi misurabili.

Conclusioni

Il design è popolarmente acclamato come il salvatore di molti business, eppure molte persone non sanno davvero cosa comporti il design. Questo perpetua un ciclo di dubbi, insufficienza di fondi ed incredulità verso il suo vero potere. Svelando le procedure interne delle pratiche di design, spiegando le scelte rinforzando quelle scelte con riferimenti a teorie accademiche provate e insegnando ai nostri colleghi cosa va in ogni posizionamento di pixel, workflow e scelta di parole, aumentiamo il valore della nostra pratica e di noi stessi come professionisti. E' la realizzazione che i designer sono molto più di semplici pusher di pixel che continueranno a portare nuovi clienti e nuovi livelli di corporate reach e conquiste.

Illustrazioni: Carlo Brigatti

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Cenni sull'autore

Jeff Gothelf

Jeff GothelfJeff Gothelf è uno user experience designer, blogger, speaker e un sostenitore delle UX essenziali con base a NYC. Ha passato 13 anni della sua carriera a definire e progettare esperienze coinvolgenti per clienti grandi e piccoli. Attualmente è Director of User Experience in TheLadders.com, dove aiuta gli executive in cerca di lavoro e i recruiter a connettersi in maniera significativa. In passato ha aiutato a creare il design di Publicis Modem, AOL, Webtrends e Fidelity. Jeff pubblica i suoi pensieri sul suo blog e su Twitter @jboogie.

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