No. 96

Titolo originale: Banishing Your Inner Critic

Pubblicato in: Creatività

Scritto da Denise Jacobs

Immaginatevi di essere in piedi su un ponte mentre "gettate una rete". Sopra il ponte c'è la vostra mente cosciente, in cui i pensieri vanno e vengono come visitatori a una fiera. Sotto il ponte c'è il vostro subconscio, un flusso interminabile di pensieri casuali, con innumerevoli idee che schizzano fuori e dentro dall'acqua come branchi di pesci dai colori brillanti. Come molto spesso accade con i ponti e i corsi d'acqua, ecco in agguato un freddo e minaccioso troll. Questo troll è il vostro “Critico Interiore”. Al troll, aggressivo e meschino, non importa nulla delle vostre Grandi Idee. Il troll ha un solo scopo: impedire alle idee che allegramente sfrecciano nel vostro subconscio di riunirsi in una rete della vostra mente cosciente e palesarsi nel mondo. L'astuto e pieno di risorse troll impiega molti strumenti per portare a termine la sua impresa, partendo dalle cose subdole (le distrazioni e la noia), passando per la complessità del perfezionismo, per arrivare alla sicurezza sminuita e alla paura del fallimento paralizzante. Nel suo momento di slancio (e accade molto più spesso di quanto vorremmo), il troll si sforza per far diminuire la vostra immaginazione e produttività, smorzando il vostro essere fichissimi.

Cosa c'entra tutto questo Alfie?

Perché dovreste preoccuparvi del vostro critico interiore? In buona sostanza, un critico interiore iperattivo agisce come deterrente tra i semi delle grandi idee ed i frutti della realizzazione. Non pensate di avere un critico interiore? Pensateci ancora. La domanda non è se il troll ci sia o meno, piuttosto quanto sia grosso, rumoroso ed enormemente influente e persuasivo!

Vi siete mai trovati in queste situazioni?

  • La deadline si sta avvicinando e voi vi sentite sempre più frustrati perché non riuscite a tirare fuori nemmeno un'idea.
  • Non vi piace nessuno dei design che avete sviluppato per il progetto Y.
  • Volete lanciare qualcosa (un'idea/un sito/un'app/un libro/un'azienda/un evento/etc.) ma non riuscite ad andare oltre la fase di riflessione iniziale perché non vi sembra perfetta.
  • Pensate che la maggior parte delle cose che fate sia solo passabile perché non è proprio come le cose che vi piacciono e non avrete mai il successo a cui anelate nel vostro settore.

Quando vi trovate in situazioni del genere, dovete ringraziare il vostro critico interiore per avervici messo.

Come creativo del settore, nel profondo, sapete di valere molto. Avete la capacità di creare fantastici design, interfacce, prodotti, strategie, codici innovativi, articoli e blog post. Lottate costantemente per incanalare efficacemente tutta quella creatività in un lavoro grandioso. Tuttavia, perché possiate esprimere la vostra creatività in maniera consistente, dovete scacciare quel troll dal suo trespolo dietro al ponte e sbatterlo fuori dalla città. Sebbene le torce e i forconi sembrino gli strumenti più efficaci, dovreste tenerli come ultima risorsa. Bandire il critico interiore, non c'è da stupirsi, è più un “lavoro dall'interno”.

Le molte facce del critico interiore

Potreste avere fin troppa familiarità con la voce del vostro critico interiore, ma nell'eventualità che non lo siate, eccovi alcuni esempi della sua propaganda chiacchierona.

I dovrei e i confronti

Anche se sono un UX designer, dovrei studiare di più HTML5.

Dovrei scrivere di più sul blog.

Se “volessi/dovessi/potessi“ sono una parte predominante del vostro dialogo interiore, allora avete un critico interiore che sta lavorando senza sosta per farvi bere la storia del “non bravo abbastanza”.

Un'altra tendenza altrettanto insidiosa e dannosa (e che include frequentemente i “dovrei”) è quella di paragonarsi agli altri. Ad esempio:

Dovrei produrre dei tool più utili, come fa Paul Irish.

Dovrei aver scritto almeno 40 libri sul web design a questo punto. Molly Holzschlag l'ha fatto!

Avrei dovuto lanciare quella app che prende le informazioni sulle conferenze da Twitter prima che uscisse Lanyrd.

Logicamente, sappiamo che stiamo paragonando due cose completamente diverse e che questo gioco è a somma zero, ma il critico interiore ci rende incapaci di resistere alla seduttiva tentazione del confronto.

Le gioie del perfezionismo

Molto simile ai “dovrei” e ai confronti, in tutto il suo splendore e la sua gloria, c'è l'ostinata ricerca della perfezione. Non contento di essere monolitico, il perfezionismo indossa molte maschere, ivi incluse noia, procrastinazione, riflessioni da giorno del giudizio, l'incapacità di completare compiti o progetti, il darsi obiettivi non realistici (seguiti dal disappunto quando non si riesce a raggiungerli) e paura della disapprovazione, fallimento e, sì, perfino paura del successo.

Gli impostori siamo noi

Il critico interiore può anche mostrarsi nella forma della “Sindrome dell'Impostore” laddove, nonostante la chiara evidenza del contrario, una persona internamente ritiene di essere una truffa e che i propri risultati siano una funzione casuale del destino e della fortuna cieca. Solitamente il terrore di risultare incompetenti porta le persone impantanate nella sindrome dell'impostore a diventare delle persone di successo dipendenti dal lavoro. Paradossalmente scartano i loro risultati mentre simultaneamente inseguono il prossimo successo che (speriamo) li distrarrà dall'inadeguatezza che percepiscono. L'ironia riguardante il sentimento di sentirsi un impostore è che le persone che hanno più successo vi diranno che sono diventati famosi come web designer perché semplicemente “hanno avuto fortuna”. Sentono che, nonostante siano creative director di un'incredibile azienda X, “non sanno realmente cosa stanno facendo e stanno ancora cercando di capirlo”. In altre parole, gli impostori che si sentono così sono dappertutto. L'altra cosa ironica è quella che a me piace definire “Il paradosso della sindrome dell'impostore”, ossia, uno può davvero cadere preda della sindrome dell'impostore quando non solo è competente, ma anche estremamente talentuoso e di successo nel suo mestiere.

Se ci state combattendo da anni, lo state facendo nel modo sbagliato

Comincia a suonarvi un campanello, vero? Un benvenuto alla voce del vostro critico interiore! Oh, sono sicura che potete gestire il vostro critico interiore, avete una relazione con lui, vero? Non importa se state producendo come dei pazzi a costo di esaurirvi. Non c'è da stupirsi che stiate cominciando a provare del risentimento nei confronti del vostro lavoro e del vostro settore, anche se una volta li amavate moltissimo. Avete tutto sotto controllo, ovvio. Ehm...direi di no. Sia raramente sia spesso, se questi tipi di pensieri o comportamenti appaiono regolarmente nella vostra vita, allora è giunto il momento di riconsiderare la vostra tattica per gestirli e mettere a tacere il critico interiore.

“Guarda, la cometa di Haley!”

Ignorare il critico non funziona, lo renderà solo più deviante ed insistente. Cercare di minacciarlo ed usare la vostra volontà porterà allo stesso risultato. Dovete equipaggiarvi con una combinazione di buona volontà e di alcuni metodi collaudati per abbassare il volume del vostro critico interiore. Ricordatevi, volete pescare dal fiume del vostro subconscio. Abbiate fiducia nel fatto che raccoglierete un filone principale di creatività ispirata e di produttività affidabile precisamente quando ne avrete bisogno.

L'inizio dell'esilio

Adesso che siete in grado di identificare la voce del vostro critico interiore, dovrebbe essere più semplice intraprendere delle azioni per mitigare la sua caustica, critica voce. Alla fine, speriamo di giungere ad un armistizio accettabile e ad una comprensione reciproca con il critico interiore. Ovviamente, vorremmo infine giungere a bandirlo completamente.

Cos'è?

Tuttavia, prima di poter far partire per la tangente il critico interiore, è importante riconoscerne le origini e il suo scopo nella psiche. Spesso il critico interiore è la maniera in cui l'ego interiorizza le voci delle figure autoritarie: i genitori, gli insegnanti, gli allenatori e i nostri pari benintenzionati. Agisce come un sostituto di queste persone, usando qualunque parola scoraggiante come un modo per proteggervi da ferite future. Il critico interiore pronuncia con voce stridula i potenziali commenti del mondo esterno e li usa per impedirvi di fare qualcosa che potrebbe invitare alla critica. Questo mi porta alla prima tattica per gestire la voce del critico interiore.

Accendetelo

Vogliamo spostarci dagli estremi in cui si ascolta o tutto o niente verso la trasformazione della nostra attenzione su quella voce per cambiarne il modo in cui ci influenza.

Cercate la verità. Siate proattivi: non accettate passivamente tutto ciò che il vostro critico interiore dice come se fosse il vangelo. Avete intenzione di stare lì seduti e accettare ciecamente tutte le cose sprezzanti con cui si beffa di voi il vostro critico interiore? Mettete alla prova la verità dell'informazione del critico: dopo tutto, è solo un surrogato di quello che hanno detto in passato altri critici. In primo luogo, esaminate se qualcuna di quelle persone avesse ragione oppure no. Pensate a quanto è davvero pessimo il critico esteriore nello schema generale delle cose. Bisogna riconoscere che non è una cosa piacevole, ma si sopravvive sempre e si passa oltre, giusto? A volte si impara perfino qualcosa.

Come metro di paragone, considerate questo: non c'è un'altra persona uguale a voi sul pianeta, non c'è mai stata e mai ci sarà. Non potete essere loro né viceversa. Non è magnifico?

“Se non siete parte della soluzione…” Se il vostro critico interiore è abbastanza intelligente da farvi notare le vostre mancanze, forse dovreste chiedergli una soluzione percorribile ai problemi che state incontrando e vedere cosa dice. Riesce ancora a parlare adesso che è sotto ai riflettori? Dopo tutto, quando vi sentite insicuri riguardo a quello che state facendo, non avete bisogno di ulteriori domande, ma piuttosto di domande e soluzioni. Sfidare il vostro critico interiore a fare del problem-solving invece di ricordarvi semplicemente i vostri difetti potrebbe farlo tacere abbastanza a lungo da permettervi di brillare.

Sottoponetelo ad un interrogatorio. Fate un po' i bulli anche voi. Iniziate ad interrogare il vostro critico interiore su alcuni aspetti fondamentali, come ad esempio: “Da dove vieni?”, “Cosa vuoi?” e la mia preferita, “Qual è il punto?” Mettendo il critico interiore sulla difensiva, potete metterlo alla prova e persino provare a prendere un po' in giro l'ingannevole voce che deride i vostri sforzi e rigetta le vostre competenze.

Da antagonismo a partnership

La vostra relazione con il vostro critico interiore non deve essere tesa e problematica. Siete già su una strada migliore se riconoscete di avere una vocina critica interiore. Semplicemente esercitando la vostra volontà a neutralizzare tale voce, vi siete impegnati ad essere ancora più creativi e produttivi di quello che siete già.

Imparate dal maestro. Cercate di capire cosa potete imparare dal vostro critico interiore. Il vostro critico interiore solitamente persegue lo scopo di farvi avere della alte aspettative su voi stessi e vi spinge verso il successo. Sicuramente potreste essere motivati al successo anche senza rimproverarvi, giusto?

Riassegnate i compiti. Piuttosto stranamente, il critico interiore ha un posto nel processo creativo. Sfortunatamente, è oltremodo smanioso di aiutarvi e solitamente entra nel processo troppo presto. Invitate il vostro critico interiore a tornare in un altro momento. Ditegli di andare a fare un lungo pranzo e di tornare quando starete esaminando le idee o correggendo un testo o determinando la migliore tra svariate iterazioni di un design. Questi sono i momenti giusti per allenarsi a discernere il giudizio e l'occhio critico. I problemi sorgono quando il critico interiore picchia sul tamburo durante il processo creativo.

Mostrate un po' di amore. Infine, dovreste provare ad avere un po' di compassione per il vostro critico interiore. Il critico ha davvero buone intenzioni. E' una specie di genitore o guardia del corpo. Sta cercando di proteggervi e di evitare che vi facciate male. Un modo per dare credito e rispettare questa voce senza dover assecondare tutto quello che dice consiste nel dirgli: “Grazie per i tuoi pensieri” e poi metterlo gentilmente da parte e fare altro.

Spostate il pensiero e l'attenzione

Avendo placato il critico interiore, adesso dovete fare un po' di lavoro mentale. L'obiettivo è di eliminare l'abitudine a farvi abbattere da quella voce e di rimpiazzarla con un nuovo modo di pensare che vi farà da sostegno.

Riplasmate il vostro cervello

Grazie al cielo, la plasticità cerebrale funziona a nostro favore. L'attività del pensiero è spesso determinata nel cervello da percorsi neuronali utilizzati frequentemente. Quando pensate a cose differenti, create nuovi percorsi. Cominciate ad allenare il vostro cervello per alterare il suo percorso bio-elettrico abituale, sostanzialmente cambiando la sua risposta alle situazioni generando diversi pensieri. Questo, in effetti, cambia coscientemente il modo in cui pensiamo e crea letteralmente una nuova forma mentale. Troverete che semplicemente avendo la volontà di dilettarsi in pensieri che non sono né negativi né oltremodo critici verso sé stessi ri-plasma il cervello fino a fargli fare pensieri differenti riguardo quello che avete fatto, chi siete adesso e cosa siete in grado di fare.

Datevi dei sostegni

Ancora più in là nel percorso dei pensieri che cambiano il cervello c'è da passare del tempo rivedendo quello che si è già fatto e concentrandosi sui risultati passati. Invece che bollarli come mediocri o come sottoprodotto della fortuna, cominciate a vederli sotto una luce più obiettiva: sì, quel design era davvero bello; sì, quella content strategy era eccellente; sì, quella conferenza che ho organizzato è stata davvero un grande evento. Spostate la vostra attenzione da quello che credevate fosse andato storto, potesse andare meglio e di cui eravate insoddisfatti e concentratevi sul risultato positivo generale: lo sforzo e il tempo che gli avete dedicato, le nuovo capacità che avete potuto apprendere, come vi ha aiutato a crescere e a svilupparvi professionalmente ed infine, come ha aiutato gli altri.

Cambiate il bersaglio

Fatevi furbi ed ingannate il critico fino a ridurlo a un silenzio sbalordito con questi stratagemmi finali.

Mandate su di giri l'empatia

Distogliere l'attenzione da voi stessi e rivolgerla agli altri è un gran modo per far calmare o addirittura mettere a tacere la voce del critico interiore. Come parte del loro processo di pensiero riguardante il design e dell'approccio al problem-solving, la d.school e IDEO si concentrano sullo sviluppo dell'empatia come mezzo che può portare ad un migliore problem-solving. Quando siete in empatia con la persona che state aiutando, vi mettete nei loro panni. Cercate di avere l'esperienza di disagio che stanno provando per capire meglio il problema e vedere più chiaramente il range di soluzioni appropriate. Se siete uno stratega di qualche tipo (contenuto, UI o UX designer, esperto di accessibilità) probabilmente state già usando questo approccio.

Siate ingannevolmente senza impegno

Ingannate il vostro critico interiore usando la tattica del bastone e della carota. Quando sentite che il vostro critico interiore sta cercando di mettere un freno alla vostra motivazione spingendovi a procrastinare, schivatelo abilmente dicendo a voi stessi: “Non farò veramente la cosa x, mi sto solo preparando a farla.”. Dovete programmare una demo ma vi manca la giusta motivazione? Nessun problema. Cominciate a preparare gli arnesi che serviranno per scrivere il codice e, già che ci siete, perché non buttate giù un paio di righe? Sapete, tanto per cominciare. Non lo state davvero facendo, ovvio, vi state solo preparando per dopo, vero? Scoprirete che andare oltre la resistenza iniziale è tutto quello che vi serve per neutralizzare il vostro critico interiore per un tempo sufficiente per entrare nel flusso del compito da svolgere.

Scegliete il “buono” piuttosto che il superlativo

Dovreste anche prendere in considerazione di abbassare le vostre aspettative riguardanti quello che volete ottenere. A volte &8220;fatto” è la perfezione assoluta che si deve raggiungere. In ritardo, non fatto o in continuo cambiamento sono raramente accettabili in qualunque modo li mettiate. Se guardate obiettivamente alle profezie da giorno del giudizio di cui blatera incessantemente il vostro critico interiore riguardanti le conseguenze di una performance meno che perfetta, troverete solitamente che sono evidentemente false. La terra non smetterà di ruotare attorno al suo asse né morirà alcun cucciolo se non fare qualcosa “perfettamente”. Quel design comp cambierà la vostra carriera nel caso piacesse al cliente senza alcuna richiesta di modifica? Non potete davvero saperlo, così è meglio presumere che non cambierà ed essere positivamente sorpresi dopo se lo farà. Quindi, contrariamente a quello che potrebbe dirvi il vostro critico interiore, no, non rovinerete completamente il progetto; no, la vostra azienda non fallirà. Fate un bel respiro e finite il lavoro. Il più delle volte, “fatto” vuol dire “bene”.

Siate cattivi, molto cattivi

Una tattica finale consiste nel giocare con l'essere quanto più cattivi possibile con quello che state creando. Datevi l'autorizzazione a fare il più brutto design possibile. Usate la scrittura meno ispirata che riuscite a raccogliere per quel brief, articolo o blog post. Massacrate l'immagine di esempio con il comic sans, coi filtri Photoshop e con il rosa shocking. Concedetevi questo sfizio perché spesso aiuta a schivare il critico interiore e a liberare l'essenza di quello che volete creare e che vuole essere creato.

Coalizzatevi per la produttività!

Con il critico interiore sotto stretto controllo, ora avete lo spazio mentale e l'energia per far emergere il vostro vero talento e per impegnarvi a dare calci nel sedere ad alcuni professionisti e carrieristi.

Inserire: fiducia creativa

Far sedere il critico interiore sui sedili posteriori permette alla fiducia creativa di prendere il giusto posto in prima fila nella vostra psiche. Sapete che, nonostante la situazione, avete gli strumenti creativi e l'abilità necessaria per andare avanti e per tirare fuori un qualche prodotto, che poi vedrete se sarà realizzabile.

Un nuovo ordine cosmico

Sono passati i giorni in cui cadevate vittima di inutili paragoni con gli altri. Avete scoperto che “dovrei” non abita più qui. Impiegate un arsenale di tattiche intelligenti per dare il via alle cose che, in precedenza, sarebbero state ostacolate da una ogni tipo di ostruzionismo. Siete giunti ad un accordo che permette al vostro critico di uscire quando ce n'è bisogno: durante l'editing e la valutazione, ma non durante la creazione. Vi trovate a produrre più lavoro e migliore, facendo quello che davvero vi appassiona, che avrà come risultato quello di avere dei riconoscimenti per quello che si fa. Inoltre, ora accettate i riconoscimenti come veri piuttosto che come deliri di creduloni e delusi.

Date un pesce a qualcuno

La vostra mente è libera di prendere dal flusso del vostro inconscio senza paura che la riga del traguardo venga tagliata prematuramente. Il troll è soggiogato o addirittura se n'è andato e voi potete finalmente tirare su la lenza sul ponte, fiduciosi che continuerete a pescare delle grandi idee che nutrono l'anima con le quali alimenterete la vostra creatività e vi spingeranno a creare la meraviglia per cui siete nati. Quel cartello “Sono a pesca” sulla porta del vostro ufficio avrà tutto un nuovo significato.

Illustrazioni: Carlo Brigatti

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Cenni sull'autore

Denise Jacobs

Denise JacobsDenise Jacobs adora essere autrice, relatrice a conferenze, insegnante di web design ed evangelista della creatività. Ha scritto The CSS Detective Guide, è stata co-autrice di Interact with Web Standards ed è molto apprezzata su Twitter per le sue “Great Resources”. Il suo ultimo progetto: incoraggiare più persone provenienti da gruppi non rappresentati a Rawk The Web.